disintossicarsi dalla TV

diario di un ex teledipendente che ha deciso di smettere

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domenica, 23 novembre 2008

anche se solo per un giorno...

In segno di protesta contro la qualità anticulturale e antisociale delle scelte messe in atto dal Governo, per manifestare il nostro disgusto per il suo populismo dilagante, il giorno 12 dicembre 2008, facciamo uno sciopero televisivo: per quelle 24 ore nessuno accenda il televisore. Le informazioni e l’intrattenimento si ottengono lo stesso, e di qualità spesso migliore, con la radio, e il calo di ascolti colpisce dove fa più effetto: sul portafoglio del messaggi pubblicitari.

ADERISCI ANCHE TU, SPEGNI LA TV E DIFFONDI IL PIU’ POSSIBILE QUESTO APPELLO, PERCHE’ L’INIZIATIVA ABBIA VERAMENTE SUCCESSO.

Se poi il televisore lo vogliamo tenere spento una settimana, un mese, o tutto l’anno, anche meglio, LA FANTASIA E’ UN BENE PREZIOSO.



Per aderire, vai sul sito http://www.ipetitions.com/petition/spegnilaTV/


Comitato spegnilaTV


...e c'è anche il gruppo su faccialibro

(anche se ci sarebbero anche tanti altri buoni motivi, non legati alla situazione contingente in itaglia)
postato da: hhcee alle 09:29 | link | commenti (2)
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sabato, 21 aprile 2007

spacciatori che si alleano

in fondo non c'è molto da stupirsi che due delle più grandi droghe utilizzate per rincoglionire i cittadini collaborino così volentieri:

www.religionecattolica.rai.it

discussione anche su
www.uaar.it/news/2007/04/20/rai-e-family-day/
postato da: hhcee alle 12:01 | link | commenti
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martedì, 27 febbraio 2007

Televisione, male del secolo

da http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5447

La sintesi di più ricerche scientifiche individua nel piccolo schermo una grave minaccia per la salute.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-02-2007]

Il dottor Aric Sigman, socio della Società Britannica di Psicologia e membro dell'Istituto di Biologia, ha studiato a lungo l'iterazione tra il corpo umano e la psiche, conducendo ricerche sugli effetti dell'ipnosi sul cervello e sugli automatismi comportamentali, gli effetti nascosti delle diete moderate ma protratte nel tempo ed ha scritto anche varie pubblicazioni sull'argomento.

Sul periodico scientifico Biologist, Sigman - riassumendo decine di studi diversi - spiega i rischi che corrono le persone a causa dell'eccesso di ore passate davanti al televisore e ammonisce severamente a ridurne il numero. Tutto sarebbe legato ad una minore produzione di melatonina, che è definito "l'ormone del sonno".

La sua carenza determinerebbe alterazione dei ritmi biologici; nei giovani indurrebbe deficienza immunitaria e accelererebbe l'inizio della pubertà, negli anziani incrementerebbe la possibilità di sviluppare l'Alzheimer, favorirebbe l'insorgere del diabete e indurrebbe all'insonnia.

Le ricerche non chiariscono se effetti simili siano riscontrabili anche in relazione all'eccesso di ore passate davanti al PC, ma c'è da scommettere di sì, per cui nel dubbio sarebbe opportuno valutare nella loro interezza le ore spese per lavoro o svago davanti ai monitor di qualsiasi specie.

 

postato da: hhcee alle 11:12 | link | commenti
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lunedì, 05 febbraio 2007

che palle!

oh, il calcio è marcio!
oh, il calcio è violento!
viva il calcio!

che strana bestia il calcio itagliano. è un mostro complicato e multiforme: la fa largamente da padrone tra gli sport televisivi, ha spinto praticamente da solo la tivvu a pagamento, potrebbe essere un oggetto totalmente mediatico.
forse potesti sostituire i giocatori in carne ed ossa con manichini ricreati al computer, e il circo funzionerebbe lo stesso.
eppure non è così. ci sono gli stadi, che a loro modo sono l'esatto contrario dello spettacolo televisivo: persone vive, vere, ridotte allo stato di folla animale, ma non alienate su un divano. drogati, ubriachi, violenti, strumentalizzati a destra e a manca, disadattati, collusi con la malavita più o meno organizzata, certo. ma pur sempre veri e vivi.
  • lo stadio fa da antidoto alla deriva dello spettacolo verso la totale irrealtà. pompa sentimenti veri e calore in un carrozzone che di suo sarebbe morto, celebralmente ed emotivamente.
  • lo stadio è il luogo in cui le frange di disagio sociale e culturale più forte e radicato possono crearsi una identità, che è fatta di tante cose marce, di violenza, di razzismo, di branco, di scimmiottamenti delle strutture militari, ma non di consumo. e in un mondo in cui tutto è consumo non è poco.
  • è anche una relativamente inoffensiva via di fuga per tanti che sono schifati dalla società. inoffensiva per "la società", come lo e è stata l'eroina negli anni '70.
  • lo stadio è il luogo in cui si sperimentano strategie direpressione e contenimento violento del dissenso, in cui salta la legalità ma saltano anchele illusioni di diritti civili, e il monopolio pubblico della forza assume forme a cui preferiamo non pensare. quelle forme che alcuni che si pensavano normali cittadini hanno sperimentato a genova, tanto per intenderci.
  • il carrozzone del calcio ha creato una classe di disadattati che lo seguono come una religione, e in questo modo si è assicurato contro ogni tentativo di ridimensionarlo: ve lo immaginate un branco di tifosi adolescenti in crisi di astinenza da partita in giro per il salotto buono della vostra città? non sareste pronti a dargli tutte le partite che vogliono? siamo onesti, non ci possiamo permettere di chiudere gli stadi a lungo.
  • e così ci ritroviamo con un pezzo di società che si carica di violenza e disagio, sempre pronta quando viene comodo.
e questo che c'entra con la televisione? poco, ma non pochissimo.
postato da: hhcee alle 21:40 | link | commenti
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venerdì, 29 dicembre 2006

e io pago

la televisione è divertente. tra l'altro, è piena di quella cosa comunemente chiamata "gnocca".

però la gnocca, ed in generale la spesa per la pubblicità in TV, non è affatto gratis. lo spiega bene una pubblicità di la220, sulla quarta di copertina del giornaletto di radio popolare:

Quanto costa la pubblicità in TV
Un minuto sulle 7 reti tv costa come 35 anni di stipendio di un insegnante.
Noi preferiamo la cultura e non facciamo pubblicità in tv. Anche perché la pagheresti tu. E indovina chi ne incasserebbe una buona metà.
La 220 non ci stà, e non farà come quelli che fanno pagare a te le loro attricette.
E neanche comici bolliti o calciatori impacciati.
Metà dei nostri clienti ci ha scelto col passa-parola; ringraziateli, sono loro che ci permettono di vivere cantando fuori dal coro. Il nostro budget pubblicitario è un cinquecentesimo, un millesimo; mica lo risparmiamo noi, lo risparmiate voi.

la prossima volta che pagate la ricarica del telefonetto, pensateci.

PS: non mi hanno pagato loro e non so nemmeno se mi hanno convinto a diventare lloro cliente, ma apprezzo la comunicazione.

saluti e buon anno

HCE
postato da: hhcee alle 19:43 | link | commenti
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venerdì, 22 dicembre 2006

Auguri a tutti

ciao amici,

prima di augurarvi un Buon Natale e un nuovo meraviglioso anno voglio raccontarvi un'altra chicca sulla TV e su quanto ciò che trasmette sia pattumiera.

Lo sapevate che chi traduce le notizie che arrivano in Europa dal mondo arabo è una unica agenzia, con sedi in tutti i paesi della comunità, che è stata fondata da un ex generale dell'esercito israeliano? Mi chiedo se costui sia affidabile nel tradurre "correttamente" ciò che proviene dai suoi nemici. Moltissime persone di lingua araba hanno notato che le traduzioni di molte cose dette o scritte dai leader islamici sono falsate, vengono, cioè, cambiate alcune parole fondamentali per farci percepire un messaggio diverso. Ad esempio, quando un mussulmano usa la parola "israeliano" essa viene tradotta con "sionista", modificandola in chiave peggiorativa e dispregiativa.

Possiate passare un consapevole Natale ed un inizio di Nuovo Anno...con propositi di gioia e impegno per la nostra amata Terra...e il suo popolo, ovviamente!

postato da: mediassassin alle 09:57 | link | commenti
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giovedì, 07 dicembre 2006

PERCHE'...

perchè sono qui? Perchè fortunatamente stanno alzando il tetto della palazzina dove vivo ed hanno buttato in discarica l'antenna centrale, risultato non posso vedere la televisione da tre mesi. All'inizio, come tutti i drogati in astinenza, mi rotolavo sul pavimento di casa in preda a convulsioni. Volevo vedere la TV quando più mi garbava come avevo sempre fatto. Accampavo scuse mentali di ogni sorta e me la prendevo con la proprietaria di casa per il disservizio. La scusa più acculturata era quella di non poter essere informato su ciò che succede nel mondo. Come se l'informazione che ci obbligano ad assumere rispecchiasse davvero la realtà... eppure credevo di essere conscio di quanto l'informazione sia per la maggior parte un bidone buono solo per rimbambire. Predicavo bene ma inconsciamente razzolavo male, davanti alla prova la mia mente si è dimostrata più schiava di quanto immaginassi e subdola verso me stesso. Le informazioni che servono ci arrivano comunque e comunque raramente dalla TV. Mi serve davvero seguire un tigì e riempirmi di emozioni e paure preconfezionate da altri allo scopo di tenermi in uno stato che alterna tra il demoralizzato (quando va bene), il depresso, il rabbioso, l'impaurito a causa di tutte quelle immagini e parole sapientemente trasmesse? Ho scoperto che non mi interessa vedere la TV, anche perchè non c'è più niente di interessante che non sia a pagamento. Ho più tempo per la vita, per me stesso e sono più tranquillo. Ecco quali sono i risultati. L'informazione che mi serve la prendo da Internet, nei canali che sono vicini ai miei valori e mi basta.  La TV è più subdola e mostruosa di quanto possiamo immaginare, essa plagia, manipola, crea schemi mentali ad hoc, pensieri ad hoc e quindi comportamenti, bisogni, azioni. La maggior parte delle grandi emittenti televisive americane ha un gruppo di agenti governativi all'interno che vaglia e modifica le notizie da dare, questi gruppi si chiamano "psy-op" (psychological operetion) e come ognun sa tutta la pubblicità e moltissimi programmi sono costruiti da psicologi il cui scopo e infarcirci di letame in modo che non ce ne accorgiamo. Questi esempi potrebbero essere sufficenti.

Smettere di dipendere dalla TV è ora fondamentale perchè l'inganno ai nostri danni è sempre più elevato, totale e astuto.

Un abbraccio a tutti, cari miei. Essre è anche libertà di pensiero con le proprie idee.Gioa e Vita!

postato da: mediassassin alle 11:15 | link | commenti
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martedì, 29 agosto 2006

Cruciverba, un libro e poca tv La ricetta per una memoria di ferro

da repubblica - SCIENZA & TECNOLOGIA

Uno test australiano: una dieta ricca di pesce, non più di un'ora al giorno davanti al piccolo schermo aiutano a ricordare

Cruciverba, un libro e poca tv
La ricetta per una memoria di ferro

Su 30mila candidati non sono emerse differenze tra i sessi


<B>Cruciverba, un libro e poca tv<br>La ricetta per una memoria di ferro  </B>
SYDNEY - Fare le parole crociate, mangiare più pesce, bere meno alcool e, soprattutto, spegnere la televisione. Queste le chiavi per una buona memoria che sono emerse dal Test nazionale della memoria condotto on line, in Australia, su quasi 30mila persone, i cui risultati sono stati pubblicati oggi in occasione della Settimana della scienza.

Per la precisione, al vaglio della neuropsicologa Nancy Pachana, nell'Università del Queensland, sono state messe alla prova 29 mila e cinquecento persone. Lanciato nell'ambito del National Science Week 2006 e battezzato "National Memory Test", il quiz è servito a valutare le performance mnemoniche in varie situazioni, alla ricerca della ricetta migliore per nutrire una memoria di ferro.

Il compito a cui la neuropsichiatra ha sottoposti i candidati era ricordarsi oggetti e liste della spesa, nomi e luoghi, facce e professioni. Ma anche la capacità di rispolverare ricordi lontani e individuare differenze fra immagini simili.

Dulcis in fundo, agli intervistati è stato chiesto di rispondere a una serie di domande sul loro stile di vita. Dalla dieta, al consumo di alcool, passando per il tempo dedicato alla televisione e alla lettura. Risultato: i lettori di romanzi hanno una memoria migliore, i bevitori assidui fanno, invece, più fatica a ricordare nomi e dettagli.

In particolare, è emerso che chi ha detto di bere meno di due bicchieri di vino o di birra al giorno e di svolgere attività fisica, di fare le parole crociate e di mangiare pesce almeno una volta a settimana ha mostrato un rendimento migliore. Ovvero, una memoria più allenata.

E se non sono emerse differenze fra uomini e donne, che hanno dato risultati simili in tutti i compiti svolti, la differenza più sostanziale l'ha determinata il piccolo schermo. "Spegnete la Tv, - scrivono gli autori del sondaggio - o almeno non guardatela troppo", sottolineando che "chi guarda la televisione meno di un'ora al giorno registra risultati migliori in tutti i test di memoria".

Pur non volendo demonizzare la televisione, ha proseguito l'esperta, è importante notare che spesso si tratta di "un'attività passiva che toglie tempo ad altri svaghi più attivi come la lettura. Ben venga però la visione di quiz e notiziari che sono comunque dei programmi che tengono la mente in esercizio", ha osservato Pachana. "L'importante, per non lasciarsi tradire dalla memoria - ha concluso la neuropsicologa australiana - è mantenere attiva la mente".

Gli autori avvertono tuttavia che, mentre i test danno un'indicazione dell'efficienza mnemonica, i risultati non hanno valore statistico. Dunque, il sondaggio via internet lascia aperta la possibilità a risposte fuorvianti.

(29 agosto 2006)
postato da: hhcee alle 16:57 | link | commenti (1)
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un confine sottile

ok, ho smesso con la televisione. è ancora vero, non sono ricaduto nel tunnel. ma un paio di aspetti meritano di essere rimessi in discussione.

primo: dov'è esattamente il confine?

se guardo un film al computer va bene? diciamo di si.
prima di tutto perché altrimenti sarebbe troppo restrittivo.
poi perché non ci sono le pubblicità, perché scelgo io il cosa ed il come, quindi le modalità di fruizione sono meno passive. perché se decido di guardare un film non rischio di restare attaccato altre due ore a fare zapping.
poi un film è un prodotto che nasce avendo in mente un insieme di mercati, di cui la televisione e l'home video sono solo una parte. ma pur sempre mercati sono, quindi anche il film è soggetto a condizionamenti di poteri economici.
il livello di qualità e di varietà è maggiore, anche perché i film si pagano, quindi il modello economico non è basato unicamente sul condizionamento degli spettatori.
quindi diciamo si ai film, pur essendo consapevole che si tratta di un compromesso.

e se guardo al computer le puntate un serial?
devo confessare che nei mesi scorsi, complice il fastidio per i campionati di calcio che pervadevano anche altri aspetti della vita pubblica, ho assunto dosi massicce di star trek.
potrei anche tirare fuori qualche argomento per difendere questo particolare serial, ma si tratta pur sempre di un prodotto destinato al mercato televisivo. i risultati sono stati di pesante assuefazione, peggio ancora di quanto era quando aspettavo le puntate in TV di settimana in settimana, perché avevo a disposizione tutti gli episodi che volevo.
un'esperienza che non vorrei ripetere. per ora mi sono imposto di non continuare, forse tra un pò mi permetterò una puntata alla settimana, ma meglio se non ricomincio proprio.


 
postato da: hhcee alle 16:44 | link | commenti
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domenica, 09 luglio 2006

No comment...

Armi
postato da: verbonauta alle 20:29 | link | commenti
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mercoledì, 05 luglio 2006

non è cosa

mi sono disinteressato del calcio giocato tanti anni fa, quando ebbi la brillante idea di restare sveglio a vedere una finale di coppa dei campioni, che si giocava a bruxelles, stadio dell'heysel, tra juventus e manchester.
ebbi una reazione di rifiuto per l'insensatezza delle dinamiche della folla trascinata da una mitologia tanto povera, rifiuto che non mi è mai passato. a ripensarci ora, la situazione di uno stadio, case private e locali invasi di gente pronta a scontrarsi con l'altra parte per un obiettivo privo di valore, assomiglia molto alle dinamiche che nella prima parte del secolo scorso hanno trascinato il mondo in una guerra tanto tragica.
mi rimane il fastidio quando vedo i miei simili, i miei connazionali, i miei vicini ed i miei amici, tra cui persone che stimo, a cui voglio bene e con cui mi piace passare del tempo, lasciarsi trascinare da questi miti collettivi manipolati in modo così plateale. e quando sento la mia radio accodarsi agli altri media, e ribaltare la programmazione per seguire tutte le partite. e quando mi rendo conto che nelle serate in cui ci sono partite non c'è nient'altro da fare.

il lato positivo è che quando ho deciso di smetterla con la televisione avevo un problema in meno da risolvere.

ieri sera invece ho avuto l'idea infelice di provare ad andare a vedere la partita in quello che pensavo fosse territorio amico, nella speranza che almeno qualcuno riuscisse a passare del tempo insieme senza rincoglionirsi in branco. speranza purtroppo disattesa, così me ne sono andato dopo qualche decina di minuti, a compensare con un giro notturno per il parco. in compenso, ho avuto il piacere di apprezzare i miei concittadini in versione tifoseria esaltata.  l'atmosfera non mi piaceva, ma pensavo fosse solo la mia solita intolleranza. ho saputo poi di aver assistito alle fase preliminare di un inaspettato episodio di violenza urbana, con danneggiamenti agli arredi urbani, auto dei carabinieri strattonata e ragazzini che si divertivano a pisciare per la strada. forse hanno scaricato così la tensione di una partita lunga e angosciante.
chissà se perdevano...

HCE
postato da: hhcee alle 21:18 | link | commenti
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martedì, 27 giugno 2006

allora c'è speranza



nonostante la preoccupante dipendenza degli italiani dalla televisione per l'informazione politica, ed il penoso livello della comunicazione sul referendum passata dalla televisione, i risultati sono stati confortanti.

vuol dire che in realtà ci sono ancora abbastanza italiani che, quando le questioni diventano importanti, non si fanno incaprettare il cervello.

se devo essere onesto, non ci contavo.

HCE
postato da: hhcee alle 13:35 | link | commenti
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lunedì, 26 giugno 2006

contro la ddrogga

Anche smettv aderisce alla Giornata internazionale contro l’uso e il traffico illecito di droga.

in particolare, siamo contro l'uso il traffico di

questa droga:
 

 e anche di

questa:

postato da: hhcee alle 08:51 | link | commenti
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venerdì, 23 giugno 2006

Politica e televisione

segnalato su repubblica, uno studio del censis (del 2004!), rivela come gli italiani si informano sulla politica, e altre interessanti facezie su come usano il mefitico elettrodomestico.
se ci riuscite, provate a leggerlo tutto senza mettere le mani sui gioielli di famiglia. naturalmente, l'esercizio va fatto tenendo ben presente cos'è la televisione italiana e chi la controlla.

Comunicato stampa
La televisione assorbe gran parte della domanda di informazione politica
Ma resta un mezzo usato per abitudine e per svago
E’ alta la domanda di informazione politica nel nostro paese: il 58,5% degli italiani si informa sui fatti della politica italiana “tutti i giorni o almeno una volta alla settimana”. Molto più alta la domanda di informazione fra i maschi (il 68%), che fra le donne (il 49,5%). E molto più alta fra gli adulti, con il 37-45%, fra i 35 e i 59 anni, che fra i giovani (20-25%) e gli anziani (34%).

Le ragioni dell’indifferenza verso l’informazione politica appaiono abbastanza nette. E’ la “mancanza di interesse” nel 66% dei casi, e la “sfiducia nella politica” nel 13,3%. Quali sono i canali, i mezzi, adottati da questa vasta domanda di informazione politica? Il canale totalizzante è la televisione, che ne intercetta ben il 93,7%, al secondo posto si trovano i quotidiani, fonte originaria e irrinunciabile dell’informazione politica, con il 52%, e al terzo la radio con il 31,8%. Svolgono poi un ruolo essenziale di circolazione dell’informazione sui fatti della politica italiana anche gli amici (22,8%, quarto posto), i parenti (15,8%, quinto posto) e i colleghi di lavoro (12,5%, settimo posto). Da sottolineare purtroppo la collocazione di partiti e sindacati in questo ambito d’elezione della loro funzione: i partiti sono al penultimo posto con l’1,8% e si sindacati all’ultimo con l’1,6%.
Ma nonostante questo ruolo attribuitole, come canale principale dell’informazione politica, al contrario la televisione continua ad essere accesa in maniera prevalente per “abitudine” (42,7%) e per “svago” (40,1%), e poi un po’ per “interesse” (33,3%) e un po’ per “compagnia” (20,4%). D’altronde, ormai il popolo televisivo e quello reale coincidono del tutto, l’uso della televisione rasenta il 99% della popolazione e se si confrontano, fra i due popoli, le composizioni per sesso, età, titolo di studio e condizione occupazionale si scopre che combaciano; la televisione raggiunge davvero tutti gli strati della popolazione, senza minacciarne o salvaguardarne alcuni in particolare. E nonostante la già ragguardevole diffusione, gli ascolti medi nell’intera giornata continuano ad aumentare, negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 12% oltrepassando i 9 milioni, così come sono aumentate le ore medie di televisione viste nell’intera giornata, cresciute dell’11% ed arrivate quasi a 4 ore al giorno.
Pertanto il problema non è: televisione “sì” o televisione “no”, oppure “tanta o poca”, bensì televisione “soltanto, esclusivamente”, o televisione “anche”, insieme agli altri media a disposizione. In Italia il 9,1% della popolazione, pari a 4 milioni e mezzo di persone, sul piano mediatico vive una situazione di quasi assoluto isolamento, perché vede solo ed unicamente la televisione. Ed il 37,5%, ossia 18 milioni e 400 mila, oltre alla televisione, vedono poco altro, raramente leggono un quotidiano e un po’ più spesso ascoltano la radio; non leggono mai, o quasi mai, un libro, né sanno cosa sia internet. Sommando questi due dati si raggiunge il 46,6% della popolazione, che vive quindi in una sorta di solitudine televisiva, abbastanza precaria come dieta mediatica, se non forse tossica.

Questi sono alcuni dei risultati del lavoro di ricerca “Piazze e popoli virtuali. La leadership aleatoria dei popoli mediatici” realizzato nell’ambito dell’iniziativa Un mese di sociale “Leaders senza popolo. Popolo senza leaders”, e che vengono presentati oggi al Censis dal Direttore Giuseppe Roma, da Raffaele Pastore, curatore della ricerca, e da Giuseppe De Rita, Segretario generale del Censis.

postato da: hhcee alle 15:02 | link | commenti
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lunedì, 19 giugno 2006

e ti vengo a cercare

non gli bastava rincoglionirci nel salotto di casa. ora ci provano anche con Telefono, satellite, cavo e Internet.

visto che la qualità dei contenuti continua a scendere, che anche per questo una piccola fetta di popolazione si stà disaffezionando allo strumento, tentano di recuperare quote di mercato colonizzando nuovi spazi.
e ci saranno i soliti gonzi che, con la scusa di avere un giocattolo nuovo da far vedere agli amici, spenderanno un sacco di soldi per vedere le stesse schifezze di prima in modo molto più complicato e/o con qualità tecnica peggiore. poi si renderanno conto e il giocattolo finirà in soffitta.

del resto la ricerca è fatta di investimenti sbagliati, che però guarda caso verranno fatti con i nostri soldi, come il digitale terrestre (per quanto mi riguarda il dito è il medio, naturalmente).

almeno ci sarà un po di gente che lavorerà a per realizzare e vendere queste fregnacce. è uno dei tanti modi di usare la tecnologia come ammortizzatore sociale.

HCE
postato da: hhcee alle 15:22 | link | commenti
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lunedì, 12 giugno 2006

segnalazioni

standig ovation per La merda
postato da: hhcee alle 12:56 | link | commenti
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giovedì, 08 giugno 2006

mollare la TV è solo l'inizio

da: http://www.zmag.org/italy/decalogo-campagna-decrescita.htm
il primo consiglio non vi ricorda niente?

HCE


Campagna per la decrescita
I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita

a.vv.

1. Liberarsi dalla televisione

Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi riduce l'uomo alla sua dimensione economica - consumatore -, la televisione riduce l'informazione alla superficie, l'immagine. Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l'utilizzo e poi come rifiuto. Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi…Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
 

2. Liberarsi dall'automobile
Più che un oggetto, l'automobile è il simbolo della società dei consumi. Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l'aumento dell'effetto serra. L'automobile provoca guerre per il petrolio di cui l'ultima per data è il conflitto irakeno. L'automobile porta anche come conseguenza una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L'automobile è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo. Noi le preferiamo: il rifiuto dell'ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro. Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i trasporti collettivi.

3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi, il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. "Con la telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante". Assieme al telefonino butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli oggetti inutili della società dei consumi. Noi preferiamo al telefonino la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.

4. Rifiutare l'aereo
Rifiutare di prendere l'aereo, è prima di tutto rompere con l'ideologia dominante che considera un diritto inalienabile l'utilizzo di questo mezzo di trasporto. Però, meno del 10% degli esseri umani hanno già preso l'aereo. Meno dell'1% lo utilizza tutti gli anni. Questo 1%, la classe dominante, sono i ricchi dei paesi ricchi. Sono loro che detengono i media e fissano le regole della società. L'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante per passeggero trasportato. A causa dell'alta velocità, sballa la nostra percezione delle distanze. Noi preferiamo andare meno lontano, ma meglio, a piedi, sul carretto a cavallo, in bicicletta o in treno, in barca a vela, con ogni veicolo senza motore.

5. Boicottare la grande distribuzione
La grande distribuzione è inscindibile dall'automobile. Disumanizza il lavoro, inquina e sfigura le periferie, uccide i centri delle città, favorisce l'agricoltura intensiva, centralizza il capitale, ecc. La lista dei flagelli che rappresenta è troppo lunga per essere elencata qui. Noi le preferiamo: prima di tutto consumare meno, l'autoproduzione alimentare (l'orto), poi le botteghe di quartiere, le cooperative, l'artigianato. Questo ci porterà anche a consumare meno e a rifiutare i prodotti industriali.

6. Mangiare poca carne
O meglio, mangiare vegetariano. Le condizioni di vita riservate agli animali di allevamento rivela la barbarie tecnoscientifica della nostra civiltà. L'alimentazione carnea è anche un grosso problema ecologico. E meglio nutrirsi direttamente dei cereali che utilizzare il terreno agricolo per nutrire animali destinati al macello. Mangiare vegetariano, o comunque mangiare meno carne ci porta anche una miglior igiene alimentare, meno ricca in calorie.

7. Consumare prodotti locali
Quando si compra una banana delle Antille, si consuma anche il petrolio necessario al suo trasporto verso i nostri paesi ricchi. Produrre e consumare localmente è una delle condizioni migliori per entrare nel movimento di decrescita, non in senso egoistico, chiaramente, ma al contrario perché ogni popolazione ritrovi la sua capacità di autosufficienza. Per esempio, quando un contadino africano coltiva delle noci di cacao per arricchire qualche dirigente corrotto, non coltiva di che nutrirsi e nutrire la sua comunità (vedere il testo "Dieci forti obiezioni al commercio equo" http://ecolo.asso.fr/textes/20020314equiit.htm).

8. Politicizzarsi
La società dei consumi ci lascia la scelta: tra Pepsi-Cola e Coca-Cola o tra caffè Lavazza e caffè "equo" di Max Havelaar. Ci lascia delle scelte da consumatori. Il mercato non è né di destra, né di centro né di sinistra: lui impone la sua dittatura finanziaria avendo come obiettivo di rifiutare qualunque contraddittorio o conflitto di idee. La realtà sarà l'economia: gli umani si sottomettano. Questo totalitarismo è paradossalmente imposto in nome della libertà, di consumare. Lo status di consumatore è addirittura superiore a quello di essere umano.
Noi preferiamo politicizzarci, come persone, nelle associazioni, nei partiti, per combattere la dittatura delle fabbriche. La democrazia esige una conquista permanente. Muore quando viene abbandonata dai cittadini. E' ora di propagare l'idea della decrescita.

9. Sviluppo della persona
La società dei consumi ha bisogno di consumatori servili e sottomessi che non desiderino più essere degli umani a tutto tondo. Questi non possono più esistere che grazie all'abbrutimento, per esempio davanti alla televisione, ai "divertimenti" o al consumo di psicofarmaci (Prozac…) Al contrario, la decrescita economica ha come condizione uno sviluppo sociale ed umano. Arricchirsi sviluppando la propria vita interiore. Privilegiare la qualità della relazione con se stessi e con gli altri a detrimento della volontà di possedere degli oggetti che a loro volta vi possiederanno. Cercare di vivere in pace, in armonia con la natura, non cedere alla propria violenza, ecco la vera forza.

10. Coerenza
Le idee sono fatte per essere vissute. Se non siamo capaci di metterle in pratica, serviranno solo a far vibrare il nostro ego. Siamo tutti a bagno nel compromesso, ma cercheremo di tendere alla maggior coerenza. E' la scommessa della credibilità dei nostri discorsi. Cambiamo ed il mondo cambierà. Questa lista sicuramente non è esaustiva. A voi completarla. Ma se non ci impegniamo a tendere verso la ricerca della coerenza, ci ridurremo a lamentarci ipocritamente sulle conseguenze del nostro stile di vita. Evidentemente non c'è un modo per vivere "immacolati" sulla Terra. Siamo tutti a bagno nel compromesso, e va bene così.

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martedì, 16 maggio 2006

sono ancora un drogato

ieri sera a cena al ristorante con amici. capito nel posto davani alla TV.
ne aprofitto per spiegare che ho smesso di guardarla e financo di possederne una.

poi però i distraggo continuamente a guardarla, perdendomi in commenti acidi sulla qualità della TV italiana.

mi fanno notare che continuo a parlare di televisione.

e hanno ragione: sono ancora un drogato.
ho smesso ma non mi sono disintossicato.

HCE
postato da: hhcee alle 14:47 | link | commenti (2)
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giovedì, 27 aprile 2006

infomazione televisiva?

da un emulo, per quanto inadeguato, del grande frankie, un altro testo illuminante su uno dei tanti ossimori itagliani.

Artista: CapaRezza
Album: Habemus Capa
Titolo: Ti Giri

Buondì telespettatore, questo è un TG che ti mette di buon umore, là fuori crimini, ma qui si parla ore di lidi a Rimini e rivoli di sudore, perciò proteggiti dall'ondata di calore col mio soccorso: lavate di capo che manco il Baby Shampoo Johnson. Esercitando il potere che mi da Orson, ti annuncio che quest'anno fa più caldo dello scorso. Se ti guardi intorno capirai che degli spari sul lungomare di Bari non c'è traccia nei TG di Mediaset e Rai. Questo non mi va di raccontarlo, ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo. Il telecomando contro me non devi usarlo mai.

RIT: TG TG TI GIRI E T'INCULA...
NOTI NOTIZIE, MA NON NOTI NULLA
TI GI TI GI TI GIRANO MA...
FATTELA DA SOLO LA VERITA'

Sono chiuse le fabbriche del Belpaese, fuori i lavoratori da Mirafiori a Termini Imerese, e se rimangono valgono meno di 1000 euro al mese, che bene o male affitti un monolocale più le spese, ma non puoi pagarti nemmeno una visita al dentista. Pista, pista, passa il ministro con l'autista, nell'auto blu frigobar con Moet & Chandon e Crystal...Il minimo che puoi fare è sparare sulle gomme a vista. Ma questo TG non è così pessimista, l'economia italiana è sana, sì, lo dice l'ISTAT, lo stivale è nella lista acquisti del turista, questa è l'informazione mica quella comunista fatta di gogne! W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica, no, non vuole avere rogne!!

RIT.

Ben sintonizzati sul TG: coppa campioni, sfilate Armani, ma nessuna notizia sulle vittime dello Tsunami, ma sì, rilassati e versati una pils, in fondo è fuoco amico quello che brucia il GIS, oops... succede di cadere sul Cernis, qui non cambierà mai nulla... come in un governo bis.. Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carria armati fatti di marzapane. Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame nei loro villaggi bombardati per settimane, ma "Shhhhhh!!"

RIT.
postato da: hhcee alle 10:15 | link | commenti (1)
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mercoledì, 19 aprile 2006

come dirlo meglio?

Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio.
Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito.
Fa in modo che la tua immaginazione avvizzisca. Finché non diventa utile quanto la tua appendice. Fa in modo di colmare la tua attenzione sempre e comunque.
Questo significa lasciarsi imboccare, ed è peggio che lasciarsi spiare. Nessuno deve più preoccuparsi di sapere che cosa gli passa per la testa, visto che a riempirltela in continuazione ci pensa già il mondo. Se tutti quanti ci ritroviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costruirà mai una minaccia per il mondo.

da "Ninna nanna" di Chuck Palahniuk, (ed. Mondadori), cap. 3
postato da: hhcee alle 12:25 | link | commenti
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