La sintesi di più ricerche scientifiche individua nel piccolo schermo una grave minaccia per la salute.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-02-2007]
Il dottor Aric Sigman, socio della Società Britannica di Psicologia e membro dell'Istituto di Biologia, ha studiato a lungo l'iterazione tra il corpo umano e la psiche, conducendo ricerche sugli effetti dell'ipnosi sul cervello e sugli automatismi comportamentali, gli effetti nascosti delle diete moderate ma protratte nel tempo ed ha scritto anche varie pubblicazioni sull'argomento.
Sul periodico scientifico Biologist, Sigman - riassumendo decine di studi diversi - spiega i rischi che corrono le persone a causa dell'eccesso di ore passate davanti al televisore e ammonisce severamente a ridurne il numero. Tutto sarebbe legato ad una minore produzione di melatonina, che è definito "l'ormone del sonno".
La sua carenza determinerebbe alterazione dei ritmi biologici; nei giovani indurrebbe deficienza immunitaria e accelererebbe l'inizio della pubertà, negli anziani incrementerebbe la possibilità di sviluppare l'Alzheimer, favorirebbe l'insorgere del diabete e indurrebbe all'insonnia.
Le ricerche non chiariscono se effetti simili siano riscontrabili anche in relazione all'eccesso di ore passate davanti al PC, ma c'è da scommettere di sì, per cui nel dubbio sarebbe opportuno valutare nella loro interezza le ore spese per lavoro o svago davanti ai monitor di qualsiasi specie.
ciao amici,
prima di augurarvi un Buon Natale e un nuovo meraviglioso anno voglio raccontarvi un'altra chicca sulla TV e su quanto ciò che trasmette sia pattumiera.
Lo sapevate che chi traduce le notizie che arrivano in Europa dal mondo arabo è una unica agenzia, con sedi in tutti i paesi della comunità, che è stata fondata da un ex generale dell'esercito israeliano? Mi chiedo se costui sia affidabile nel tradurre "correttamente" ciò che proviene dai suoi nemici. Moltissime persone di lingua araba hanno notato che le traduzioni di molte cose dette o scritte dai leader islamici sono falsate, vengono, cioè, cambiate alcune parole fondamentali per farci percepire un messaggio diverso. Ad esempio, quando un mussulmano usa la parola "israeliano" essa viene tradotta con "sionista", modificandola in chiave peggiorativa e dispregiativa.
Possiate passare un consapevole Natale ed un inizio di Nuovo Anno...con propositi di gioia e impegno per la nostra amata Terra...e il suo popolo, ovviamente!
perchè sono qui? Perchè fortunatamente stanno alzando il tetto della palazzina dove vivo ed hanno buttato in discarica l'antenna centrale, risultato non posso vedere la televisione da tre mesi. All'inizio, come tutti i drogati in astinenza, mi rotolavo sul pavimento di casa in preda a convulsioni. Volevo vedere la TV quando più mi garbava come avevo sempre fatto. Accampavo scuse mentali di ogni sorta e me la prendevo con la proprietaria di casa per il disservizio. La scusa più acculturata era quella di non poter essere informato su ciò che succede nel mondo. Come se l'informazione che ci obbligano ad assumere rispecchiasse davvero la realtà... eppure credevo di essere conscio di quanto l'informazione sia per la maggior parte un bidone buono solo per rimbambire. Predicavo bene ma inconsciamente razzolavo male, davanti alla prova la mia mente si è dimostrata più schiava di quanto immaginassi e subdola verso me stesso. Le informazioni che servono ci arrivano comunque e comunque raramente dalla TV. Mi serve davvero seguire un tigì e riempirmi di emozioni e paure preconfezionate da altri allo scopo di tenermi in uno stato che alterna tra il demoralizzato (quando va bene), il depresso, il rabbioso, l'impaurito a causa di tutte quelle immagini e parole sapientemente trasmesse? Ho scoperto che non mi interessa vedere la TV, anche perchè non c'è più niente di interessante che non sia a pagamento. Ho più tempo per la vita, per me stesso e sono più tranquillo. Ecco quali sono i risultati. L'informazione che mi serve la prendo da Internet, nei canali che sono vicini ai miei valori e mi basta. La TV è più subdola e mostruosa di quanto possiamo immaginare, essa plagia, manipola, crea schemi mentali ad hoc, pensieri ad hoc e quindi comportamenti, bisogni, azioni. La maggior parte delle grandi emittenti televisive americane ha un gruppo di agenti governativi all'interno che vaglia e modifica le notizie da dare, questi gruppi si chiamano "psy-op" (psychological operetion) e come ognun sa tutta la pubblicità e moltissimi programmi sono costruiti da psicologi il cui scopo e infarcirci di letame in modo che non ce ne accorgiamo. Questi esempi potrebbero essere sufficenti.
Smettere di dipendere dalla TV è ora fondamentale perchè l'inganno ai nostri danni è sempre più elevato, totale e astuto.
Un abbraccio a tutti, cari miei. Essre è anche libertà di pensiero con le proprie idee.Gioa e Vita!



Le ragioni dell’indifferenza verso l’informazione politica appaiono abbastanza nette. E’ la “mancanza di interesse” nel 66% dei casi, e la “sfiducia nella politica” nel 13,3%. Quali sono i canali, i mezzi, adottati da questa vasta domanda di informazione politica? Il canale totalizzante è la televisione, che ne intercetta ben il 93,7%, al secondo posto si trovano i quotidiani, fonte originaria e irrinunciabile dell’informazione politica, con il 52%, e al terzo la radio con il 31,8%. Svolgono poi un ruolo essenziale di circolazione dell’informazione sui fatti della politica italiana anche gli amici (22,8%, quarto posto), i parenti (15,8%, quinto posto) e i colleghi di lavoro (12,5%, settimo posto). Da sottolineare purtroppo la collocazione di partiti e sindacati in questo ambito d’elezione della loro funzione: i partiti sono al penultimo posto con l’1,8% e si sindacati all’ultimo con l’1,6%.
Ma nonostante questo ruolo attribuitole, come canale principale dell’informazione politica, al contrario la televisione continua ad essere accesa in maniera prevalente per “abitudine” (42,7%) e per “svago” (40,1%), e poi un po’ per “interesse” (33,3%) e un po’ per “compagnia” (20,4%). D’altronde, ormai il popolo televisivo e quello reale coincidono del tutto, l’uso della televisione rasenta il 99% della popolazione e se si confrontano, fra i due popoli, le composizioni per sesso, età, titolo di studio e condizione occupazionale si scopre che combaciano; la televisione raggiunge davvero tutti gli strati della popolazione, senza minacciarne o salvaguardarne alcuni in particolare. E nonostante la già ragguardevole diffusione, gli ascolti medi nell’intera giornata continuano ad aumentare, negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 12% oltrepassando i 9 milioni, così come sono aumentate le ore medie di televisione viste nell’intera giornata, cresciute dell’11% ed arrivate quasi a 4 ore al giorno.
Pertanto il problema non è: televisione “sì” o televisione “no”, oppure “tanta o poca”, bensì televisione “soltanto, esclusivamente”, o televisione “anche”, insieme agli altri media a disposizione. In Italia il 9,1% della popolazione, pari a 4 milioni e mezzo di persone, sul piano mediatico vive una situazione di quasi assoluto isolamento, perché vede solo ed unicamente la televisione. Ed il 37,5%, ossia 18 milioni e 400 mila, oltre alla televisione, vedono poco altro, raramente leggono un quotidiano e un po’ più spesso ascoltano la radio; non leggono mai, o quasi mai, un libro, né sanno cosa sia internet. Sommando questi due dati si raggiunge il 46,6% della popolazione, che vive quindi in una sorta di solitudine televisiva, abbastanza precaria come dieta mediatica, se non forse tossica.
Questi sono alcuni dei risultati del lavoro di ricerca “Piazze e popoli virtuali. La leadership aleatoria dei popoli mediatici” realizzato nell’ambito dell’iniziativa Un mese di sociale “Leaders senza popolo. Popolo senza leaders”, e che vengono presentati oggi al Censis dal Direttore Giuseppe Roma, da Raffaele Pastore, curatore della ricerca, e da Giuseppe De Rita, Segretario generale del Censis.
da: http://www.zmag.org/italy/decalogo-campagna-decrescita.htm
il primo consiglio non vi ricorda niente?
HCE
Campagna per la decrescita
I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita
a.vv.
1. Liberarsi dalla televisione Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi riduce l'uomo alla sua dimensione economica - consumatore -, la televisione riduce l'informazione alla superficie, l'immagine. Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l'utilizzo e poi come rifiuto. Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi…Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
2. Liberarsi dall'automobile
Più che un oggetto, l'automobile è il simbolo della società dei consumi. Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l'aumento dell'effetto serra. L'automobile provoca guerre per il petrolio di cui l'ultima per data è il conflitto irakeno. L'automobile porta anche come conseguenza una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L'automobile è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo. Noi le preferiamo: il rifiuto dell'ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro. Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i trasporti collettivi.
3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi, il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. "Con la telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante". Assieme al telefonino butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli oggetti inutili della società dei consumi. Noi preferiamo al telefonino la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.
4. Rifiutare l'aereo
Rifiutare di prendere l'aereo, è prima di tutto rompere con l'ideologia dominante che considera un diritto inalienabile l'utilizzo di questo mezzo di trasporto. Però, meno del 10% degli esseri umani hanno già preso l'aereo. Meno dell'1% lo utilizza tutti gli anni. Questo 1%, la classe dominante, sono i ricchi dei paesi ricchi. Sono loro che detengono i media e fissano le regole della società. L'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante per passeggero trasportato. A causa dell'alta velocità, sballa la nostra percezione delle distanze. Noi preferiamo andare meno lontano, ma meglio, a piedi, sul carretto a cavallo, in bicicletta o in treno, in barca a vela, con ogni veicolo senza motore.
5. Boicottare la grande distribuzione
La grande distribuzione è inscindibile dall'automobile. Disumanizza il lavoro, inquina e sfigura le periferie, uccide i centri delle città, favorisce l'agricoltura intensiva, centralizza il capitale, ecc. La lista dei flagelli che rappresenta è troppo lunga per essere elencata qui. Noi le preferiamo: prima di tutto consumare meno, l'autoproduzione alimentare (l'orto), poi le botteghe di quartiere, le cooperative, l'artigianato. Questo ci porterà anche a consumare meno e a rifiutare i prodotti industriali.
6. Mangiare poca carne
O meglio, mangiare vegetariano. Le condizioni di vita riservate agli animali di allevamento rivela la barbarie tecnoscientifica della nostra civiltà. L'alimentazione carnea è anche un grosso problema ecologico. E meglio nutrirsi direttamente dei cereali che utilizzare il terreno agricolo per nutrire animali destinati al macello. Mangiare vegetariano, o comunque mangiare meno carne ci porta anche una miglior igiene alimentare, meno ricca in calorie.
7. Consumare prodotti locali
Quando si compra una banana delle Antille, si consuma anche il petrolio necessario al suo trasporto verso i nostri paesi ricchi. Produrre e consumare localmente è una delle condizioni migliori per entrare nel movimento di decrescita, non in senso egoistico, chiaramente, ma al contrario perché ogni popolazione ritrovi la sua capacità di autosufficienza. Per esempio, quando un contadino africano coltiva delle noci di cacao per arricchire qualche dirigente corrotto, non coltiva di che nutrirsi e nutrire la sua comunità (vedere il testo "Dieci forti obiezioni al commercio equo" http://ecolo.asso.fr/textes/20020314equiit.htm).
8. Politicizzarsi
La società dei consumi ci lascia la scelta: tra Pepsi-Cola e Coca-Cola o tra caffè Lavazza e caffè "equo" di Max Havelaar. Ci lascia delle scelte da consumatori. Il mercato non è né di destra, né di centro né di sinistra: lui impone la sua dittatura finanziaria avendo come obiettivo di rifiutare qualunque contraddittorio o conflitto di idee. La realtà sarà l'economia: gli umani si sottomettano. Questo totalitarismo è paradossalmente imposto in nome della libertà, di consumare. Lo status di consumatore è addirittura superiore a quello di essere umano.
Noi preferiamo politicizzarci, come persone, nelle associazioni, nei partiti, per combattere la dittatura delle fabbriche. La democrazia esige una conquista permanente. Muore quando viene abbandonata dai cittadini. E' ora di propagare l'idea della decrescita.
9. Sviluppo della persona
La società dei consumi ha bisogno di consumatori servili e sottomessi che non desiderino più essere degli umani a tutto tondo. Questi non possono più esistere che grazie all'abbrutimento, per esempio davanti alla televisione, ai "divertimenti" o al consumo di psicofarmaci (Prozac…) Al contrario, la decrescita economica ha come condizione uno sviluppo sociale ed umano. Arricchirsi sviluppando la propria vita interiore. Privilegiare la qualità della relazione con se stessi e con gli altri a detrimento della volontà di possedere degli oggetti che a loro volta vi possiederanno. Cercare di vivere in pace, in armonia con la natura, non cedere alla propria violenza, ecco la vera forza.
10. Coerenza
Le idee sono fatte per essere vissute. Se non siamo capaci di metterle in pratica, serviranno solo a far vibrare il nostro ego. Siamo tutti a bagno nel compromesso, ma cercheremo di tendere alla maggior coerenza. E' la scommessa della credibilità dei nostri discorsi. Cambiamo ed il mondo cambierà. Questa lista sicuramente non è esaustiva. A voi completarla. Ma se non ci impegniamo a tendere verso la ricerca della coerenza, ci ridurremo a lamentarci ipocritamente sulle conseguenze del nostro stile di vita. Evidentemente non c'è un modo per vivere "immacolati" sulla Terra. Siamo tutti a bagno nel compromesso, e va bene così.